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Di
alcune conserva le foto, di tutte conserva la memoria.
Quando le riportano da lui per l’indispensabile
manutenzione le riconosce come se riconoscesse
i figli, in effetti sono sue creature messe al
mondo.
Il
tutto realizzato a mano da artigiani che
affrontano un lavoro di tale entità con attrezzi e
strumenti maneggiati da sempre con perizia e maestria.
Le
barche in legno hanno un anima, che cresce
tassello dopo tassello, asse dopo asse, colpo dopo
colpo. Prendono forma e crescono esattamente come un
bambino cresce nel ventre materno fino al giorno
del parto. In questo caso il parto sarà il giorno del
varo, giorno in cui al peschereccio di Tziu
NINO basterà superare i pochi metri che dal
luogo di costruzione lo separano dalle acque del porto
di Marsala.
Ma
anche in questa arte ci sono i pro e i contro,
così come è difficile costruirle, così tanto facile
è distruggerle, mentre prima si assiste alla nuova
nascita di un anima che prende corpo, dopo si assiste al
dolore di chi costruisce e poi è costretto a
distruggere a volte non per colpa della vecchiaia di una
barca ma per cose estremamente al di fuori del mare. Quando
si demolisce una barca non e importante vedere
dentro il cantiere le macerie di questa ma guardare nel
cuore di chi l’ha costruita straziato dal dolore
come un lutto familiare che pesa molto nei loro cuori.
C’è
qualcosa di incredibilmente affascinante
nell’assistere
le mani di un uomo che brandiscono l’ascia e
modellano il legno che affronterà ancora una volta la forza,
il fascino e il pericolo del mare. |